A due mani |
di Enzo Costa e Gabriella Corbo
Abbandoni
Separazioni, rese più o meno incondizionate,
allontanamenti, fughe subite o progettate.
Cronache scarne con tracce e indizi di aperta lettura.
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FINALMENTE SOLO
La faccia rubizza e gonfia ha smesso di blaterare di felicità e figli. Gli occhi troppo neri di rimmel hanno finito di ammiccare grumosi. E’ sparita la lingua impastata che infestava di “evviva”. I bicchieri non suonano più di coltelli impazienti che chiedono la parola. Fuggite le risate di gola. Le lacrime contrattuali evaporate. Usciti anche i baffi che balbettavano ilari e la pappagorgia sobbalzante, non seguiti da briciole dolci, macchie indelebili, bottoni perduti. Finalmente solo, mi compiaccio del vuoto riguadagnato. Cambiano i particolari ogni volta, ma ogni volta l’insieme asfissiante non cambia. Sabato mi tocca un battesimo, almeno ci sono meno facce e meno sottofondi carnali. Adesso mi aspettano le solite spazzole e scope, stracci e grembiuli sbuffanti, e quel delizioso passar di cera grassa che mi lucida l’ego.
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