ALLORA
di ENZO COSTA

Allora smise
di piangere. Si asciugò le lacrime e se lo fece ripetere: "Davvero?".
"Ma certo" gli ribadì l'esaminatore "sono sicuro che la prossima
volta andrà bene. Già oggi, rispetto all'ultima prova, ho notato dei miglioramenti.
Non bastano ancora, tutto qui" e accompagnò le ultime parole con un
sorriso pieno di umana comprensione. Più spontaneo di quello delle due
bocciature precedenti. Allora lo ringraziò commosso. Come se l'annunciata promozione fosse appena avvenuta. Gli strinse la mano con tutto il calore possibile, gli raccomandò di salutare per lui moglie e figli, gli augurò un felice anniversario di matrimonio (ne avevano parlato poco prima di quel disastroso parcheggio) e finì con un abbraccio pieno di trasporto. L'esaminatore si divincolò bruscamente, infastidito. Allora cercò di ricomporsi.
Indietreggiò col busto verso il proprio sedile, si rassettò i capelli
scarmigliati da quell'effusione sgradita, si riannodò la cravatta che aveva
allentato durante la guida, e con un'azione veloce aprì la portiera e uscì
dall'auto. Gettò un'ultima occhiata all'interno, in tempo per scorgere dal
finestrino appannato dall'umidità l'esaminatore che si pettinava con
un'espressione che gli parve di disgusto. Un'immagine che svanì subito,
sostituita da una visione molto più nitida: lui che grondando fiumi di sudore
vagava a piedi perimetrando un'immensa piazza assolata, mentre l'esaminatore lo
sorpassava in macchina doppiandolo sempre più frequentemente e strombazzando
sempre più forte.
Allora afferrò una pietra.
Razionalizzando l'impulso prese la mira, e la scagliò con tutta la ferocia che
aveva contro l'esaminatore che si stava ancora pettinando. Frantumò il
finestrino ma fallì il bersaglio.
Allora l'esaminatore ripose il
pettine nell'astuccio che infilò con calma in tasca, mise in moto, fece una
retromarcia lenta ma precisa, svoltò con calma a destra, e con una manovra
semplicemente perfetta lo investì in pieno.
Sori, qualche anno fa..
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