RIME BACATE stagionate
Delle rime bacate che vi accingete a leggere, molte sono uscite tra il 1988
e il 1997 su Tango, Cuore, Il Salvagente, Linus, La Buona Sera, Smemoranda,
L'Espresso e la Repubblica; altre sono inedite. Non presentando i crismi
estetico-poetici dell'immortalità, tutte sono corredate di data: le si può
apprezzare o disprezzare meglio inserendole nel contesto politico, sociale o
psicologico in cui furono scritte. Insomma, anche per le liriche satiriche
valgono le sigle epocali a.C. e d.C. (avanti Craxi e dopo Craxi).
ENZO COSTA
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LAGNA CONTINUA La serenissima bile di otto patrioti confessi che espugnano il campanile dal gran benessere oppressi e l'iracondia funesta di un cumenda pasionario che a eseguire si appresta un sano esproprio proprietario e il dolente strepitare di un evasore incazzato che sta brandendo il cellulare, uomo di polso rolexato e l'urlo sordo e straziante di un impiegato che fa: "Per 'sto lavoro usurante pensione di pubertà!" e poi le lacrime atroci di commercianti abbronzati e i singhiozzi feroci di vip, boiardi, avvocati. Il vittimismo è condotta che come un virus si insinua: stai bene? altro che Lotta per te c'è Lagna Continua.
"Che noia, che barba, che barba, che noia!" (1997)
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