|
| |
Penso da sempre che la morte
sia il mezzo più elegante per defilarsi. Il modo più signorile e dignitoso di
appendere la vita al chiodo. Si dirà: non ce ne sono altri. Appunto.
L'esclusività della morte come modalità di congedo dall'esistenza è garanzia
della sua serietà ed autorevolezza: con buona pace degli apologeti del liberismo
ad oltranza, la mancanza di una qualsiasi concorrenza alla morte la preserva dai
rischi di banalizzazione, volgarizzazione e degenerazione tipici di tutto ciò
che non conosce la condizione di monopolio. La morte non si deve vendere,
suggerire, consigliare. La morte se ne frega del marketing. La morte non ha
bisogno di creativi che ne identifichino un target mirato, che individuino fasce
di ascolto massimamente propizie, che studino campagne promozionali
adeguatamente seducenti. La morte fa a meno delle offerte speciali. La morte non
va ospite al "Costanzo Show". La morte non bercia a "Sgarbi quotidiani". La
morte non si presenta mai con la calza di nylon sull'obbiettivo. Forse in
questo - oggi - sta il suo sottile fascino, la sua subliminale poeticità nel suo
essere ostinatamente antica, premoderna, prepostmoderna. Nel suo esistere senza
apparire. Nel fatto che la sua immagine è una nonimmagine. C'è da augurarsi le
cose continuino così. Che il prossimo numero di "Nature" non ci riveli che
un'équipe di ricercatori di Harvard - dopo anni di studi ed esperimenti - ha
messo a punto un'alternativa alla morte. Un'opzione differente al decesso.
Un'esizialità sostitutiva. Sarebbe sciagura terribile: la sacralità della morte
verrebbe irrimediabilmente compromessa. Dovrebbe venire a patti con la
contemporaneità e con la sua quintessenza: il mercato. Non oso pensarci: la
Signora delle anime ridotta a schiava dell'anima del commercio. Costretta a
prostituirsi negli spot: "Scegli la morte: per schiantare meglio la
tradizione!". "Non farti tentare dalle nuove mode: muori!". Vilipesa dai
jingles: "Il gusto pieno della morteeee!". Eros, Thanatos e Sip (voce suadente e
ansimante): "Chiama l'144-666, parlerai con lei, la morte!". Ne sono
assolutamente certo: per la morte sarebbe la fine. |

..e
per gli amanti dei viaggi estremi: CARONTE LAST TOUR!
da La
Buona Sera
tutti
i diritti riservati
|