
QUANDO PREDICA IL PREMIER ESTETA
di
Enzo Costa
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Ma da che pulpito viene la predica? Gustando alla tivù l'ameno spettacolo del Premier esteta che - tutto preso dalla gravità dei temi al centro del G8 - si fionda a Genova per ordinare in favore di telecamera di riverniciare facciate di case sbrecciate ("con una scala dei pompieri e un pennello", stile spot dei pennelli Cinghiale), di togliere i panni stesi ad asciugare e di nascondere le inestetiche antenne televisive sui tetti dei vicoli, veniva in mente la strepitosa Sabina Guzzanti nella sua versione iper-realistica del Cavaliere all'"Ottavo Nano", quando - in un empito di disarmante sincerità - si chiedeva: "Ma avete mai pensato a come sarebbe l'Italia senza il sottoscritto?". Lo scenario virtuale evocato dalla domanda tendenziosa era pre-politico, culturale e - per l'appunto - estetico: "Un'Italia" si rispondeva (più o meno cito a memoria) un Berlusconi guzzantesco vieppiù conquistato dall'idea del proprio non esserci "in cui le donne non si gonfiano il seno e le labbra come fosse una cosa normale, in cui non si fa televisione solo per vendere merce..." e via elencando a se stesso i guasti socioculturali prodotti da vent'anni di ideologia e videologia biscionesca, fino alla straniata considerazione finale sull'Italia che poteva essere e non è: "Non sarebbe mica male un Paese così!".
L'ex Premier spegassin (imbianchino) nel traffico genovese,
alla ricerca di facciate da ridipingere
Esagerazioni moralistiche della satira (per chi ne diffida) o sue mirabili illuminazioni (per chi la venera), che comunque riacquistano forza e spessore con i recenti blitz genovesi del Capo. Perchè - al di là del loro rivoltante stilema propagandistico genere "Battaglia del grano" in technicolor - un conto sarebbero le compiaciute lezioni di estetica di un Gillo Dorfles in preda ad uno straordinario trip esibizionistico, un altro sono analoghi insegnamenti che promanano dal massimo spacciatore del kitsch catodico. Uno che tra vallette siliconate, mercantilismo spinto, Telegatti e "Beautiful" ha (mal)educato numerose generazioni al Brutto che più Brutto non si può. Quello dozzinale perchè fintamente "esclusivo" (con tra l'altro gli annessi politici del caso: la memorabile puntata di "Sciuscià" sugli italiani in vacanza dediti alla contemplazione estasiata del vippume televisivo fu un azzeccatissimo exit-poll realizzato qualche mese prima dell'ingresso nei seggi). Ecco: uno così, che tra parentesi si trucca la faccia quasi come Pamela Prati (a occhio mi pare che usi un fard leggermente più carico), poi si impanca a tutore del decoro urbano. Biasima i panni stesi (ammesso e non concesso che siano biasimevoli) dopo averceli mostrati per anni negli spot del Dixan adorati dai suoi sottoposti di Publitalia, e dopo aver ammorbato le menti, gli occhi e il gusto degli italiani a colpi di panni sporchi esibiti dagli inferociti ospiti della De Filippi o - da ultimo - dagli acclamati sfaccendati del "Grande Fratello".
L'ex Premier coloured mostra con soddisfazione
i risultati miracolosi dell'ultimo trapianto
Sull'anatema alle antenne televisive ammucchiate sui tetti dei "caruggi" - poi - siamo al puro paradosso: colui che l'ha scagliato l'ha potuto scagliare nei panni di Premier esteta proprio in virtù della proliferazione selvaggia delle antenne medesime. Come minimo è un ingrato.
L'ex Premier telegattone controlla l'estetica delle antenne TV
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