
CITTADINI PADANI A SCOPPIO RITARDATO
di
Enzo Costa
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"GIU' le mani dai padani!", strillava in rima baciata all' indirizzo di poliziotti e cameraman un esagitato signore di mezza età in assetto di guerra a Scalfaro nella trincea di Verona. Il bello è che la tuta mimetica d' ordinanza (monocolore verde bile) non lo preservava da una paradossale congiura somatica: esibiva un tipico aspetto risorgimentale, capelli bianchi lunghi pettinati all' indietro, barba piuttosto folta e brizzolata. Vabbè che Giuseppe Verdi è diventato suo malgrado un bossiano ante litteram, ma tant' è: l'iconografia da patriota italiano non giovava all' isteria da secessionista padano, quale egli orgogliosamente si proclamava in favore di telecamera. E qui è scattata nel sottoscritto un' intuizione che sulla questione Lega potrebbe configurare una sorta di terza via tra la soluzione giudiziaria e la soluzione politica: la soluzione maieutica. Affrontare il sedicente padano protestatario con il metodo socratico del dialogo teso ad estrarre dall' interlocutore la verità che è sepolta in lui. Veniva da dirgli: mi perdoni, buon uomo, si calmi e mi ascolti con un po' di pazienza: quanti anni ha? Cinquantacinque? Cinquantotto? Sessanta? E da quanti anni lei è padano? Uno? Due? Vogliamo esagerare: tre? Ci pensi bene, non risponda con precipitazione, abbiamo tutto il tempo, ma mi dica se mi sbaglio: se qualcuno - poliziotto, cameraman o semplice passante - l' avesse inavvertitamente urtata qui a Verona anche solo due o tre anni fa, lei avrebbe strepitato "Giù le mani dai padani"? No, vero? Al massimo avrebbe berciato "Giù le mani dai veneti!" (ma mi sembra improbabile), o piuttosto "Giù le mani, terrone!" (questa è già più attendibile). E allora, come me lo spiega? Lei ha vissuto circa mezzo secolo ignorando la sua nazionalità? Ha fatto la prima comunione, la cresima, si è sposato, ha messo al mondo dei figli, magari è pure diventato nonno convinto di essere veronese e italiano e poi, un bel giorno, magari accompagnando i nipotini alla scuola elementare statale, ha scoperto la sua padanità? Con tutto il rispetto, non è un po' da pirla? E in quale preciso istante ha avvertito il suo legame di sangue con il dio Po? Per caso mentre, tenendo per mano i pargoletti con grembiulino e zainetto, costeggiava l' Adige? Ha mai trovato uno scozzese retroattivo, cioè un tizio nato e vissuto a Edimburgo che abbia saputo di essere scozzese in età da pensione, dopo una vita passata a pensare di essere inglese, tifare Liverpool e magari ignorare l' esistenza del kilt? Ma che razza di paese è, la Padania? Il primo esempio di nazione scoperta a scoppio ritardato da una minoranza dei suoi abitanti? Quando il Verona ha vinto lo scudetto, lei, mi scusi, dov' era? A festeggiarlo in piazza o a chiederne l' invalidamento con conseguente iscrizione dei valorosi uomini di Bagnoli al campionato padano? Chi era Pierino Fanna? Un rifinitore o un traditore? Un buon trequartista o uno sporco collaborazionista? Mi risponda buon uomo. Ma prima se può, rifletta.
" Riflettere? What is riflettere?" da La Repubblica 14/10/1997 tutti i diritti riservati |
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