Sessanta Sette

(l 'esoterismo virtuale di Enzo)

 

Diciasettesima puntata

 

SAlutisti spiritualisti

Il Dio dei SALUTISTI SPIRITUALISTI più che un Essere perfetto è un Essere in perfetta forma. Per loro il Paradiso è un'immensa palestra ossigenata dove si perdono i chili superflui senza sudare; il Purgatorio un'immensa palestra con l'aria condizionata, dove si perdono i chili superflui sudando; l'Inferno un'immensa palestra satura di scarichi inquinanti dove più più si suda e più aumentano peso e colesterolo. Una corrente ideologica minoritaria ha una differente concezione dell'Inferno: rimane un'immensa palestra satura di scarichi inquinanti dove più più si suda e più aumentano peso e colesterolo, però è tappezzata di cartelli con su scritto "vietato fumare".     Sul fatto che questi teologi siano più indulgenti o più severi degli altri il dibattito è aperto.

Teologo minoritario

 

ReLativisti Realisti

RELATIVISTI REALISTI sanno benissimo che le loro idee di Dio e demonio, Paradiso e Inferno, bene e male, virtù e vizio, moralità e immoralità buon gusto e cattivo gusto, calcio-spettacolo e catenaccio, non sono assolute, ma dipendono da storia, cultura, tradizioni condizioni meteorologiche, oltrechè, dall'umore del loro leader spirituale. "Se fossimo nati nell'altro emisfero, la nostra fede sarebbe completamente diversa", premettono i ministri del culto prima di ogni loro sermone "noi non possediamo la Verità, ma una discreta verosomiglianza", aggiungono.

Eppure i fedeli fedeli li ascoltano con rispetto, e quasi sempre ne seguono insegnamenti, avvisi e precetti. "Almeno", spiegano "vengono da gente che non si è montata la testa".

Aldilà dei Relativisti

 

diofili ipercritici d'essai

Per i DIOFILI IPERCRITICI D'ESSAI con la creazione Dio aveva firmato un capolavoro : ottima sceneggiatura, trama avvincente, fotografia poetica, immagini emozionanti, colonna sonora unplugged di straordinario effetto. Ma già l'opera seconda, l'uomo sulla terra, presentava personaggi stereotipati, psicologie somarie e situazioni che rasentavano pericolosamente il kitsch (il serpente!). La storia del figlio spedito dal cielo, poi, era di una banalità terrificante, specialmente l'epilogo, gravato da un improbabile happy end consolatorio. Con le successive produzioni l'artista ha abbracciato una desolante poetica trash.

Sacre scritture

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