A MIA INSAPUTA

di Enzo Costa

 

 

No, non chiedetelo a me. Scajola può parlare (come ha parlato) di “casa comune dei moderati”, e io neppure sotto tortura accosterò all’espressione “casa comune” l’espressione “a sua insaputa”. Certe facezie le lascio ai comici famosi, o ai politici spiritosi (tipo Carra dell’Udc, che difatti l’ha detto). E la mia non è omertà da corregionalità: è che ci tengo, all’originalità satirica. Però un fu ministro che torna sul luogo del diletto lessicale (altrui) mi intriga: perché lo fa? Lapsus o provocazione? Ah, saperlo!

 Repubblica Genova 09/06/2011

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